Contenuti per adulti
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Non c’è
un ultimo kamikaze,
come non c’è
un ultimo battito
in una guerra
che continua a tremare
anche quando tace.
Ce n’è uno,
ancora un ragazzo,
con le mani inesperte del mondo,
che sale su un aereo
perché così è stato deciso.
Un nome scritto su un registro,
un addestramento breve,
un cielo che non promette ritorni.
Il suo volo è l’ultimo
di una macchina
che ormai gira a vuoto,
un sacrificio programmato
quando la sconfitta
ha già preso casa
nelle stanze del comando.
Poi ce n’è un altro,
uomo fatto di gradi e silenzi,
che ascolta la voce della resa
come fosse un errore.
Il mondo dice: basta.
Lui risponde: ancora.
Decolla quando la guerra
è già finita,
non per ordine
ma per fedeltà a un’idea
che non sa arrendersi.
Il suo aereo non difende nulla,
non cambia nulla,
è solo un gesto
lanciato contro il tempo.
Così l’ultimo kamikaze
non è uno solo.
È una fine che accade due volte:
prima per obbedienza,
poi per ostinazione.
E in mezzo,
resta il cielo,
inermi nuvole
che non hanno mai chiesto
di essere testimoni.